sabato 14 febbraio 2009

the story of piercing

ll piercing ha, probabilmente, origini antiche o preistoriche.
Lo scopo principale sarebbe stato distinguere i ruoli assunti da ogni membro all'interno della tribù, al fine di regolare i rapporti tra i vari individui sia nel quotidiano che durante le cerimonie, rendendo immediatamente palese tutta una serie di informazioni sull'individuo e al suo rapporto con il gruppo di appartenenza.
In particolare, il piercing all'ombelico è nato in Egitto, gli antichi Egizi lo utilizzavano come segno di regalità. Il piercing ai capezzoli, ovvero nipples, era molto probabilmente diffuso già tra i centurioni romani come segno di virilità e coraggio; inoltre veniva spesso utilizzato dalle antiche donne romane, poiché considerato un modo per abbellire ed ingrandire i seni. I marinai di un tempo credevano che forare il lobo acutizzasse la vista (utile, dato che il posto di vedetta era fra i più ambiti) e portavano orecchini d'oro, potenziale compenso per chi, se fossero morti in mare, avesse seppellito il corpo restituito sulla spiaggia: il loro spirito, altrimenti, avrebbe vagato inquieto per l'eternità.
Pare inoltre che i marinai che accettavano rapporti
omosessuali comunicassero la loro disponibilità al resto della ciurma portando l'orecchino, a differenza di tutti gli altri, al lobo destro.Il piercing è praticato dal 20,5% degli adolescenti aventi un'età compresa tra i 15 e i 19 anni (in Italia è necessario il consenso dei genitori qualora il ragazzo sia minorenne), per il 27,5% femmine, 14% maschi. La parte del corpo più utilizzata è l'orecchio (89%), seguita dal naso (56%) e dall' ombelico, adornato con brillantini e anellini utilizzati soprattutto dalle ragazze, una della pratiche usate e comunemente chiamata il dilatatore. Altre zone molto comuni sono la lingua, molto in crescita soprattutto negli ultimi anni, il sopracciglio, piercing tipicamente maschile e il contorno delle labbra.

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